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Equipaggiamenti navali.

Il 90% delle vele sin dall'epoca dei fenici erano fabbricate con la canapa. La parola Canvas (tela da vela) deriva dal greco "kannabis" parola che i greci a loro volta avevano ereditato dalle altre lingue nordsemitiche ancora più antiche. Fino al secolo scorso, dalla canapa, oltre alle vele si ricavavano anche le gomene per l' ancora, reti di caricamento e per la pesca, bandiere, sartie, la stoppa isolante per le assi e persino i vestiti per i marinai. Le cuciture delle suole erano in canapa e a volte anche le scarpe in tela, le carte da navigazione, i giornali di bordo, le Bibbie. In Cina dal I secolo d.C. la carta in fibra di canapa veniva preferita perché si conservava più a lungo dei papiri, era più facile da produrre e meno costosa.

Prodotti Tessili.

Fino agli anni 20 l'80% dei prodotti tessili, del vestiario, tende da campo, bandiere, asciugamani, coperte e tappeti erano in fibra di canapa. Fino alla prima metà dello scorso secolo l'Italia con i tessuti di canapa produceva i migliori vestiti al mondo. La canapa ha parecchi pregi a confronto del cotone, è più morbida, più calda, più resistente e più assorbente.

Tele e quadri.

I quadri di Rembrandt, Van Gogh, Gainsborough ed altri famosi pittori erano per lo più dipinti su tele prodotte con la canapa. Queste tele erano preferiti per la loro lucentezza e resistenza al calore, alle muffe e agli insetti che potevano danneggiare il dipinto.

Smalti e vernici.

Per millenni l'olio di canapa o di lino serviva a produrre le vernici della migliore qualità.

Illuminazione.

Fino agli inizi del'800 l'olio di canapa era l'olio per l'illuminazione più utilizzato nel mondo poi superato dall'olio di balena nella metà del'800.

Energia della biomassa.

Henry Ford come altri uomini lungimiranti all'inizio dello scorso secolo, scopri che il 90% dei combustibili fossili come carbone, petrolio, nafta ecc. potevano essere sostituiti con materiali biologici meno dannosi per l'ambiente come lo stelo del frumento, la cannabis, la carta straccia ecc. La biomassa può essere trasformata in metano, metanolo e benzina ad una spesa notevolmente inferiore alla spesa del petrolio, del carbone e dell'energia nucleare con effetti positivi sul ambiente.

Medicina.

Negli ultimi 100 anni l'utilità della cannabis come rimedio contro molti sintomi e stata ora ipotizzata, ora dimostrata. Le possibilità, sia quelle concrete che quelle solo ipotizzate meritano comunque l'interesse di chiunque si occupi della sofferenza umana. Elencheremo di seguito i campi in cui e stata provato l'uso di cannabis a scopo curativo.

Chemioterapia neoplastica.

In uno studio condotto su 56 pazienti, il 78% di loro che non aveva tratto sollievo dai farmaci antiemetici convenzionali (medicinali usati per curare gli effetti collaterali, proffondo senso di nausea e vomito), risultò libero dai sintomi dopo aver fumato marijuana.

Glaucoma.

Esperimenti hanno evidenziato che l'assunzione di marijuana da parte di pazienti affetti da glaucoma ha come effetto la riduzione della pressione intraoculare per un periodo di 4 o 5 ore, senza alterare la funzione visiva.

Epilessia.

Le proprietà anticonvulsionanti della cannabis erano già note dall'antichità, ma negli ultimi 100 anni l'impiego di marijuana è stato ampiamente ignorato, per questo motivo esistono pochi studi a riguardo ma questi hanno portato a indicazioni interessanti, si è infatti mostrato che l'uso di marijuana affiancato alle cure con i convenzionali antiepiletici può essere utile nel contenimento degli attacchi epilettici.

Sclerosi multipla.

L'uso di marijuana come cura per attenuare i sintomi della SM si è dimostrato efficace in diversi casi, si è infatti notato un attenuarsi dei sintomi (spasmi muscolari, tremori, perdita di coordinazione muscolare e incontinenza urinaria), ma anche ritardi della progressione della malattia. Ci sono evidenze del fatto che il THC abbia effetto immunodepressivo.

Paraplegia e Quadriplegia.

In questi casi la cannabis viene assunta per curare gli spasmi agli arti paralizzati, alcuni pazienti la hanno addirittura sostituita alle debilitanti cure del Valium e del baclofene, riscontrando maggiore facoltà nello svolgere le attività quotidiane.

AIDS.

Pur non essendoci una cura definitiva all'AIDS, l'assunzione di marijuana si è mostrata un efficace metodo per alleviare i sintomi dell' HIV come il mal di testa, crampi alle gambe e nausea.

Dolori cronici.

La cannabis può essere particolarmente utile nell'attenuazione di alcuni tipi specifici di dolore cronico, infatti uno studio condotto da alcuni ricercatori canadesi ha dimostrato che la marijuana può avere effetti analgesici, venne testata su dei soggetti sani, dopo l'assunzione la loro sopportazione del dolore prodotto da una pressione sull'unghia del pollice aumentava in misura significativa.

Emicrania.

L'emicrania colpisce il 20% della popolazione almeno una volta nella vita, le donne ne soffrono di più rispetto agli uomini, si manifesta con forti mal di testa accompagnati da nausea, disturbi alla vista e vomito. l'assunzione di farmaci specifici può risultare inefficace per una parte dei pazienti, e una percentuale ben più alta ottiene un sollievo incompleto e risente di gravi effetti collaterali come nausea, stitichezza e pressione alta. Ci sono casi di persone che hanno abbandonato le cure dei farmaci e hanno trovato che fumando marijuana al presentarsi del minimo sintomo, riescano a controllarla evitando che si manifesti.

Prurigine.

Un uomo del Michigan sofferente di dermatite atopica, una malattia infiammatoria della pelle che rappresenta probabilmente una reazione allergica di origine sconosciuta, ha riscontrato che faccendo uso di cannabis il suo continuo prurito spariva come le chiazze rosse che ricoprivano il suo corpo.

Dolori mestruali e doglie.

Nel XIX secolo la cannabis veniva applicata abitualmente per curare i dolori mestruali e per attenuare le doglie. Oggi anche se non esista alcuno studio medico a riguardo molte donne considerano la marijuana un ottimo rimedio per il sollievo dai dolori mestruali e vi sono anche riscontri positivi per alleviare il dolore delle doglie.

Depressione e altri disturbi emotivi.

Nella medicina occidentale la cannabis fece la sua prima comparsa verso la metà del XIX secolo come cura contro la malinconia e le malattie mentali croniche in generale. Negli anni successivi sono state effettuate diverse ricerche sull'utilità della marijuana nella cura delle varie malattie mentali, che hanno diverse conclusioni , a volte positive, a volte irrilevanti, ma esistono testimonianze di pazienti che affermano che dopo aver provato a fumare la marijuana hanno notato un cambiamento positivo nella percezione di se stessi, effetti che precedentemente avevano solo provato dopo l'assunzione dei farmaci che però a contrario della cannabis avevano un'efficacia meno rapida.

Altri campi medici

Vi sono anche altri campi di impiego medico potenziali ma meno documentati e discussi, di seguito ne riportiamo una lista: Asma, Insonnia, effetti antimicrobici, altre cause di nausea acuta (oltre a quelle precedentemente riportate come l'AIDS e il Cancro), effetti antitumorali, distonie.

Olii alimentari e proteine.

I semi di canapa sono sempre stati utilizzati fino agli inizi dello scorso secolo sotto forma di semolino, pappe e minestre. Dai semi di canapa si può ottenere un olio vegetale ad alto valore nutrizionale, inoltre efficace per il nostro sistema immunitario, ripulisce le arterie da placche e colesterolo.

Materiale da costruzione.

Può essere un ottimo sostituto del legname da costruzione e per la produzione di masoniti, pannelli di truciolato e assi da rivestimento. In Francia da qualche temposi fa sempre più frequente l'uso della canapa come materiale isolante e da costruzione.

Fumo, tempo libero creatività.

La canapa negli anni è stata fonte di ispirazione per scrittori, musicisti e pittori, un mezzo di aggregazione o rilassante per i momenti di pausa.